Christoph Büchel, Untitled, 1994/2004, Sedia di Gerrit T. Rietveld (Red and Blue Chair), cinghie di cuoio, 84 x 60 x 88 cm, Collezione privata, Torino.

Ghada Amer, Le Salon Courbé, 2007, ricamo, tessuto, legno 145 X 100 X 80 PESA 60KG CIRCA, Collezione privata, Roma.

The Utility of the Chair and the Imminent Threat that Design Portends

Marc André Robinson, Right Of Return (By Themselves and Of Themselves), 2008-2010, Legno trovato (sedie, ferro), 430 cm diametro, Courtesy l’artista e Salamatina Gallery, New York.

Tony Oursler, Blue and White State, 1997, Installazione con tecnica mista, video, 91 x 182 x 91, Collezione Gemma De Angelis Testa, Milano.

Joe Colombo

Frank O. Gehry

August Thonet, No. 7500.

Alessandro Mendini

Co-op Himmelblau

Shiro Kuramata

Fernando e Humberto Campana, Favela Chair, 2003, 77 X 62 X 62 CM, Legno di pino brasiliano, Courtesy Edra, Milano.

 

GAM
via Magenta, 31
+ 39 011 4429610
Turin
Keep Your Seat:
Stai Al Tuo Posto

a cura di Danilo Eccher con Maria Cristina Didero
February 25-May 23, 2010

La mostra che la GAM inaugura nella sua Exhibition Area al primo piano ha l’obiettivo di  indagare il rapporto fra arte contemporanea e design. Ma per analizzare un rapporto così articolato è necessario possedere una precisa consapevolezza della complessità del tema e delle implicazioni storiche e sociologiche che tale compito comporta. Per questo è necessario circoscrivere l’ambito tematico, isolare alcuni aspetti, tracciare alcune fisionomie che consentano la riconoscibilità di un percorso. In questo contesto si è scelto di assegnare l’idea centrale dell’esposizione alla seduta: un soggetto a cui è attribuito un compito preciso e definito.

L’oggetto Sedia è analizzato soffermandosi sull’idea di presenza, assenza e solitudine: una scultura dai rimandi infiniti, un luogo fisico dove misurare l’idea di una realtà che non si concede facilmente e che rimanda ad altre verità. Keep Your Seat: Stai Al Tuo Posto, realizzata con la collaborazione del Vitra Design Museum e della collezione personale del suo direttore, Alexander von Vegesack, è una mostra in cui il protagonismo della sedia è costantemente minacciato dalla sua negazione, dove la necessità di una presenza funzionale è in realtà la denuncia di un’assenza reale. Il corpo mancante sulla sedia, che nel design rappresenta l’oggetto del suo agire, nell’arte diviene il lato evocativo di un’assenza, di una simbologia esistenziale in cui il corpo dell’opera supplisce e si sovrappone alla mancanza del corpo reale, per questo motivo è la figura assente il vero soggetto di questa mostra.

In tale prospettiva l’esposizione prende l’avvio con l’opera di Simon Starling 'Four Thousand Seven Hundred and Twenty Five”, dove il giovane artista inglese, attraverso un video in 35mm, accarezza visivamente una sedia del 1959 di Carlo Mollino soffermandosi sui dettagli delle forme sinuose come se stesse abbracciando un corpo femminile. Accanto al video è anche esposta la sedia originale e altre opere di Mollino. La correlazione fra interpretazione artistica e utilizzo di precise opere del design storico è anche il tema dell’ambiente realizzato con sedie originali della produzione Thonet accostate agli artisti vedovamazzei, che presentano “Isn’t it romantic”: una Thonet rovesciata su se stessa e imprigionata in una gabbia di plexiglass che perde ogni funzionalità ma acquista una nuova vita intrisa di tragica bellezza. Oppure la storica sedia “Red and Blue” di Gerrit T. Rietveld trasformata in orribile sedia di costrizione da parte dell’artista Christov Büchel. E ancora l’inaspettata presenza di un ‘grande vecchio’ della scultura gardenese come Adolf Vallazza che favoleggia sul leggendario mondo ladino incontrando le fiabe di Sori Yanagi e Charles Rennie Mackintosh.   Una mostra che con leggerezza ed eleganza accende il dialogo fra arte e design in un costante rimando fra emozioni storiche e sorprese contemporanee, fra l’incanto della magia raccolta nell’esperienza delle avanguardie storiche e la sorpresa di una molteplicità di linguaggi su cui si può leggere l’attualità.

 Ai lavori degli artisti presentati in mostra tra cui Christoph Buchel, Marisa Merz, Tony Oursler, Doris Salcedo, Simon Starling, Adolf Vallazza, vedovamazzei e Chen Zhen, sono accostati 26 lavori di designer internazionali provenienti dalla collezione del Vitra Design Museum e da quella privata del Direttore Alexander von Vegesack.

La presenza di grandi esponenti del design internazionale come, tra gli altri, Charles Renne Mackintosh, Gae Aulenti, Carlo Mollino, Alessandro Mendini, Gerrit T. Rietveld, Fernando e Humberto Campana e la produzione Thonet, ridefinisce gli spazi della sala mostre in ambienti di pensiero indagando, attraverso l’oggetto sedia, sull’uomo, sull’idea di presenza, assenza e solitudine.

Inoltre, per la prima volta in un museo saranno esposti i mobili del famoso fashion designer Rick Owens. 

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Electa con testi di: Maria Cristina Didero, Fulvio Ferrari, Rocco Curto e Alexander Von Vegesack.

Artisti in mostra: Ghada Amer, Cristoph Büchel, Felice Castrati, Giuseppe Gallo, Phillip Lai, Marisa Merz, Tony Oursler, Marc André Robinson, Doris Salcedo, Alberto Sartoris, Simon Starling, Adolf Vallazza, vedovamazzei, Chen Zhen.

Designer in mostra: Gae Aulenti, Carlo Bugatti, Fernando e Humberto Campana, Joe Colombo, Martino Gamper, Frank O. Gehry, Coop Himmelblau, Massimo Iosa Ghini, Shiro Kuramata, Charles Rennie Mackintosh, Alessandro Mendini, Carlo Mollino, Jasper Morrison, Olivier Mourgue, Rick Owens, Verner Panton, Gaetano Pesce, Gerrit T. Rietveld, Armando Testa, August Thonet, Herbert Von Thaden, Sori Yanagi, Tokujin Yoshioka.

Olivier Mourgue

Carlo Mollino

August Thonet, No. 8.

 

Chen Zhen, Un Village sans frontières, 2000, sedia, candele, cm. 59,5 x 51,5 x 26,5, Courtesy Galleria Continua, San Gimignano/ Beijing / Le Moulin, Photo Ela Bialkowska.

Chen Zhen, Un Village sans frontières, 2000, sedia, candele, cm. 67 x 63 x 35, Courtesy Galleria Continua, San Gimignano/ Beijing / Le Moulin, Photo Sandrine Aubry.

Armando Testa, Sedia AT, 1990, Legno dipinto, cm 93 x 45 x 55, Collezione Gemma De Angelis Testa, Milano.

Gaetano Pesce

Doris Salcedo, Senza titolo, 2008, legno, metallo, cemento, 100 x 42 x 47 cm, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, Deposito permanente - Fondazione CRT Progetto Arte Moderna e Contemporanea.

Charles Rennie Mackintosh

Marisa Merz, Senza titolo, 1993, Acciaio, 86 x 40 x 60 cm, Collezione Merz, Torino.

Simon Starling, Four Thousand Seven Hundred and Twenty Five (Motion Control / Mollino), 2007, 2007, 35mm film, loop, Nuova acquisizione Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.

 

Massimo Iosa Ghini (produzione Memphis), Otello, 1986, Legno, metallo. Rivestimento in pelle, 80 x 55 x 80 cm, Collezione Memphis, Milano.